I Vincitori OFF11

Vincitore lungometraggio fiction/Winner Feature Fiction:
“Mark’s diary”
di Jo Coda

mark's diary

Un film in bianco e nero che racconta con efficacia e con immense qualità artistiche e visive le storie di persone Un film di una forza visiva incredibile, originale nell’esecuzione perché mescola forme d’arte diverse : danza, teatro, cinema e narrazione, riuscendo a fare qualcosa di complesso e fuori dall’ordinario, ma proprio per questo, visivamente efficace e coinvolgente. Emozionante perché si tratta di un film d’amore che riesce ad essere semplice ed universale nonostante la complessità della sua struttura e l’eterogeneità della tematica.

This film is incredibly striking visually and original in its composition : it succeeds in mixing various forms of art such as dance, theater, cinema and words, for a unique result, both efficient and emotional. It is a story of love, simple and universal, but at the same time it is a complex piece of art in its structure and in the various strong themes it deals with.


Vincitore Mediometraggi fiction/Winner Medium Film:
“Il condannato a morte”
 di Matteo Blanco
Il condannato a morte

Il film di Matteo Blanco è estremamente rappresentativo dei periodi bui che stiamo vivendo nella contemporaneità. L’attualità del film risiede proprio nel fatto che il protagonista, un giovane scrittore, è soffocato da una dittatura che lo limita nel libera espressione delle sue idee e del suo essere. Il regista ha scelto il bianco e nero come modalità espressiva di questo disaggio.

The film by Matteo Blanco is extremely representative of the dark ages we are going through now. The strenght of the movie stands in the fact that the character, a young writer suffocated by a dictature that restrains his freedom of expression, fights for his own ideas and his own sexual orientation as a human being. The black and white picture highlights with expressivity this uncomfortable situation.


Vincitore corti fiction/Winner Short Film:
“13.11-2 El hijo de Fatima”
di Carlotta Piccinini

EL HIJO DE FATIMA

Un corto di una grande semplicità ma allo stesso tempo emozionante, che si distingue in delicatezza e finezza. Il percorso di una madre, che dalla campagna del Marocco cerca suo figlio che è scappato. Un percorso intimo, che lo spettatore compie insieme alla protagonista. E il racconto di un processo delicato come può essere il passaggio da un sesso all’altro, che viene raccontato in modo significativo ma comunque efficace. Un’immagine forte : la reazione della madre, un sorriso. La gioia di ritrovarsi, oltre la questione del genere. Forza emozionale dell’accettazione della madre, l’amore più forte.

An essential and very emotional short movie, that distinguishes itself for the delicate and simple way it deals with the subject. The journey of a mother, who leaves Marocco’s countryside in search for the son who ran away. A personal journey and discovery, that the spectator follows along with the mother. The story of a delicate process, as lived by relatives, is told in a very significant and efficient way. A strong picture : the reation of the mother, a smile. The joy of being reunited, whatever and beyond gender. The figure of the mother as incredibly emotionally strong, who accepts and proves that love wins always.


Vincitore Mediometraggi documentari/Winner Medium Documentary:
” The world is round so that nobody can hide in the corners” parte 1 e 2
di Leonardo Goddinho

The World is Round 1

Un documentario fondamentale perche affronta due problemi attuali e ancora irrisolti come l’immigrazione e l’accettazione dell’omosessualità in un paese come la Nigeria dove sia ancora legati al concetto arcaico della sessualità. Dal racconto particolare di un ragazzo africano, la riflessione si può estendere all’universale poiché questo problema riguarda tutto il monde. Da un punto di vista visivo, le scene sostengono la narrazione con immagine simboliche come può essere quella delle rotaie del treno che rappresentano il cammino del protagonista o questa piscina vuota usata come se fosse una discarica, simbolo dei detratti del’animo umano che ha subito tanto dolore.

An essential documentary that reflects on two fundamental problems of our time still unresolved : immigration and homophobia. Taking as an example the story of a young Nigerian man, the film extends the debate to a universal level. Visually striking, each scene echoes the discourse using strong symbols like the tracks of the train that reminds the journey of the character, or this empty pool used a garbage dump, that reflects the inner state of those who went through so much pain.


Vincitore lungometraggio documentario/Winner Feature Documentary:
“Sidney and friends”
di Tristan Aitchison
sidneyUn film in bianco e nero che racconta con efficacia e con immense qualità artistiche e visive le storie di persone LGBT in Kenya che condividono la propria storia. Dall’ esorcismo ad una visita medica imbarazzante, dall’impossibilità di lavorare senza carta d’identità alla solidarietà tra la comunità LGBT, e il fidanzato straniero, vengono rappresentati così ritratti molto intimi, le riflessioni e le emozioni di persone che vivono in un paese ancora molto influenzato dalle tradizioni. La forza della narrazione è data anche dalla bellezza del bianco e nero che crea un forte impatto visivo e dalle composizioni metafisiche. Un documentario molto emozionante che ci fa capire meglio il continente africano con i suoi conflitti.

A black and white documentary film that tells efficiently and with incredible artistic and visual qualities the stories of LGBT people in Kenya. From exorcism to a simple medical appointment that turns into a night mare, from the impossibility to work without a proper I.D. to the story of the foreign fiancé… and going through the beautiful solidarity of the LGBT community in Africa. We are told all those stories like very intimate and sincere portraits, in the contest of a country still very influenced by traditions. This documentary rises questions and emotions, and the beauty of the black and white creates a strong visual impact as well as metaphysical questions given by the composition.


Premio Vincenzo Ruggiero/Prize Vincenzo Ruggiero:
” Evening Shadows”
di Sridar Rangayan

Evening-Shadows

 

 

 

 

 


Premio Under 25/Prize Under 25:
“Non riesco a dormire”
di Donato Luigi Bruni
Non riesco a dormire


Special Mention Short Film:
Chutz” 
di Uri Schachter
Chutz

Un corto che ha molto colpito il pubblico per la scelta del punto di vista e una diversa prospettiva rispetto a ciò a cui siamo abituati. Un adolescente scopre l’omosessualità del padre e ne prende le distanze, concedendosi il tempo di analizzare, riflettere e riadattare la sua visione e la sua quotidianità. Un pezzo di vita, contemplativa, come lo stato interiore del protagonista. Un’ introspezione interiore trattata con molto rispetto e delicatezza. A traverso il film, il regista israeliano Uri Schachter condivide un’ esperienza molto personale ed una visione del suo paese e pone domande fondamentali sull’identità di ognuno.

A short movie that moved the audience by its unique and innovative point of view, offering a new perspective on the familiar topic of coming out. A teenager discovers his father’s homosexuality and takes some distance, some time to reflect and readjust the vision he has on his own world. This short describes a piece of life in a contemplative way, reflecting the internal state of the character. An intimate introspection filmed delicately and with respect. With this short film, the director Uri Schachter from Israel shares a very personal experience and a vision of his own country and asks fundamental questions about identity.


 Special Mention Medium Film:
“Non riesco a dormire”
di Donato Luigi Bruni

Non riesco a dormireUn mediometraggio di impatto perché riesce a raccontare servendosi del tema LGBT qualcosa di universale come l’amore che può arrivare quando e dove meno te lo aspetti. Per esempio, nella camera di due fratellastri i cui genitori divorziati si sono sposati. Il medio metraggio, per questo, si apre ad una riflessione più ampia, che riguarda non solo l’amore omosessuale ma anche il continuo confronto con la struttura sociale della famiglia che in alcuni casi come nella storia raccontata de Bruni, può essere destrutturata.

This medium-lenght film leaves a strong impact because it succeeds in using the LGBT theme to tell a universal story of love, and how love can happen when and where the least you expect it. And for example, in the room shared by two “brothers”, whose divorced parents got together. A wider questioning arises, involving not only homosexual love but also the whole family and society contest and role, that sometimes, like in this film, are broken apart and reinvented.


 Special Mention Feature Documentary:
Au printemps tu verras
di Nicolas Gerifaud

AU PRINTEMPS TU VERRAS

Il documentario tratta della difficoltà di fare coming out prima di tutto in famiglia per la paura di non essere accettati. Questo problema si unisce al rito di passaggio fondamentale che si vive quando si deve lasciare il nido distaccandosi dal nucleo familiare. Il distacco pero deve passare anche dal onestà di dire chi si è. Il regista ci fa entrate nel intimità di una famiglia tipica francese e decide di fare il coming out durante la vacanze in campagna. Nicolas Gérifaud filma con molto tenerezza i membri della sua famiglia nella loro quotidianità mentre condividono storie e ricordi di famiglia, in particolare la figura molto originale della nonna. Filma inoltre le reazioni di ognuno di loro, e le discussioni che seguono per un risultato commovente ed universale.

The documentary deals with the topic of coming out in a family contest, and with the fear of non being accepted, that comes together with the fundamental rite of passage that everyone has to go through when leaving the nest and go away from family. The director shares with us in a very intimate way his family life and habits during holidays in the French countryside. He films with a lot of tenderness the members of his family in their everyday life actions and while they share stories and memories. He also films their reaction to his coming out, the discussions that follow, and especially the very original and adorable character of the grandmother. The result is both emotional and universal.


Special Mention:
Yuvraaj Parashar Academy President
Mona Ambegaonkar actress of Evening Shadows